La Riforma dell’Edilizia Abitativa del 2025 ha introdotto modifiche significative alla normativa che disciplina gli affitti di camere private.
È stato stabilito che gli affitti di camere private debbano essere effettuati nello stesso edificio in cui si trova la residenza del proprietario o la sede legale dell’azienda.
La notifica certificata di inizio attività richiede ora non solo i dati personali del proprietario, il numero e l’ubicazione delle camere e il numero di posti letto, ma anche la prova di adeguate qualifiche professionali.
La Riforma dell’Edilizia Abitativa stabilisce inoltre che il proprietario debba gestire l’attività personalmente o tramite un amministratore.
Le nuove sanzioni amministrative includono la cessazione immediata dell’attività e una multa da € 915,00 a € 2.793,00 per le violazioni dei requisiti di cui sopra.
Secondo le disposizioni transitorie, le nuove norme si applicano alle aziende che hanno dichiarato di aver iniziato l’attività tra il 17 agosto 2022 e la data di entrata in vigore delle norme (20 giugno 2025). Si applica un periodo di adeguamento di due anni.
A seguito di un intervento del governo italiano presso la Corte Costituzionale, la Giunta provinciale dell’Alto Adige ha dovuto fare parzialmente marcia indietro. Con la Legge Provinciale n. 12/2025 (Legge di Bilancio), è stata eliminata la clausola che prevedeva l’obbligo di residenza nell’edificio in cui si svolge l’attività. Anche i relativi motivi di divieto sono stati eliminati dalla legge provinciale. Pertanto, è nuovamente possibile affittare stanze in edifici diversi dalla propria residenza.
